L’ultimo incontro in calendario a Design On Stage era in programma per domenica 22, quando abbiamo ospitato Sandra Bermudez, artista concettuale e femminista di origine colombiana, da sempre vicina al mondo del design e all’Italia.
Sandra ci ha raccontato cosa significhi per lei essere femminista e quale sia il rapporto tra la sua arte e la moda. Il tema visivo del suo progetto per DesignTaleStudio è la carta accartocciata; le lastre sono accostate in modo da creare una progressione dall’”estremamente accartocciato” al liscio, e sono tagliate da fughe rosa, simbolo della presenza femminile.
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Sabato 21 nello spazio Design On Stage alla Triennale doveva esserci Peter Halley, che purtroppo per un impegno improvviso ha dovuto annullare all’ultimo momento il suo viaggio in Italia. Satyendra Pakhalé, designer tra gli altri per Philips, Alessi, Cappellini e Moroso, ha accettato di intervenire in sostituzione di Halley per trascorrere un pomeriggio con noi.
Nel suo intervento Pakhalé, che ama definirsi un “nomade culturale”, ha toccato vari aspetti legati al rapporto tra culture diverse. Secondo lui oggi non si può più parlare di una cultura “occidentale” piuttosto che “orientale”, ma di una generale “cultura umana”, mix di suggestioni e influenze riconducibili a più luoghi del mondo, anche lontani tra loro. La ceramica, in quanto materiale antico come il mondo ma allo stesso tempo tecnologicamente avanzato, è il simbolo della sua convinzione che non possa esistere un futuro senza il riconoscimento della tradizione; e, in questo senso, si dice molto incuriosito dalla possibilità offerte oggi agli architetti di reinventare la “piastrella”.
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Ieri nello spazio Design On Stage è venuto a trovarci Karim Rashid. C’era molta attesa attorno a lui, designer tra i più riconoscibili e influenti sulla cultura popolare contemporanea; e, a giudicare dalla partecipazione del pubblico, le aspettative sono state ampiamente ripagate.
L’intervento “a braccio” di Rashid era incentrato principalmente sulla sua visione del design come espressione dei valori del tempo in cui viviamo, e come strumento fondamentale per dare forma al futuro. Il suo è stato un discorso molto intenso, più di natura filosofica-antropologica che stilistica. Al di là dei trend e delle mode, secondo Rashid, progettare beni industriali significa modificare i comportamenti reali delle persone, la società, il mondo. E il momento attuale è segnato da un eccessivo ancoraggio agli archetipi del passato, e dalla necessità, per i designer di oggetti materiali, di colmare il profondo gap estetico e culturale che li separa dall’universo digitale, caratterizzato da prodotti molto più innovativi e in linea con il nostro tempo.
Rashid ha dimostrato con la sua presenza e il suo charme di poter essere considerato a pieno titolo un’autentica icona popolare. Il pubblico presente era composto da molti studenti, anche internazionali, che hanno partecipato attivamente con domande spesso dirette e provocatorie, come ad esempio se sia davvero così glamourous essere uno dei maggiori designer al mondo (la risposta di Karim è alla fine del video, non vi anticipiamo nulla…).
Ieri a Design On Stage è stata la volta dell’architetto Michele De Lucchi, da più di tre decenni protagonista del gotha del design a livello mondiale. Una figura che, anche ieri da noi, ha catalizzato tutto il pubblico presente col suo carisma e la sua personalità.
Nel corso dell’incontro De Lucchi ha attraversato diversi temi molto interessanti, con affermazioni spesso “forti” e provocatorie. Ha parlato del designer come “costruttore di identità”, ruolo fondamentale nella società multiculturale di oggi, e della necessità di portare avanti un approccio sperimentale alla progettazione, anche a dispetto dei vincoli imposti dall’industria e dal mercato. Ha confidato della sua passione “artigianale” per il legno, e reso omaggio ai suoi due grandi maestri “omerici”, “Ettore” (Sottsass) e “Achille” (Castiglioni), figure dall’opposta attitudine intellettuale verso il design.
De Lucchi ha parlato del suo progetto per DesignTaleStudio come di un tentativo di annullare visivamente le giunzioni tra piastrella e piastrella, attraverso un gioco illusorio di linee a proporzioni variabili. Rivelando di essere stato inizialmente scettico sull’operazione, oggi ritiene invece di intravedere delle enormi potenzialità nel concetto di “lastra ceramica decorativa” su cui si basa il progetto DesignTaleStudio, in grado di suggerire soluzioni innovative sia per utilizzi in interni che, più coraggiosamente, in esterni.
Oggi nello spazio Design On Stage alla Triennale di Milano arriva Karim Rashid. Appuntamento alle 18 (e domani sul blog).
Ieri Design On Stage ha esordito con la giornata dedicata a Elio Fiorucci, guru della moda e della comunicazione a 360 gradi, e collaboratore di DesignTaleStudio fin dalla prima ora. L’incontro con Elio è ruotato attorno alla presentazione della “Bocca”, la lastra da lui disegnata per DesignTaleStudio, autentica sintesi di una poetica che fa da sempre della sensualità e dello spirito giovane e libero i suoi capisaldi.
Nonostante gli oltre quattrocento visitatori transitati in poco più di due ore, l’atmosfera era rilassata e piacevole, pienamente nello spirito di Design On Stage. Un grosso merito, come si può notare dal video, va attribuito proprio allo stesso Fiorucci, sempre cordiale e affascinante nelle “conversazioni al microfono” di cui è stato protagonista con i giornalisti e il pubblico presente.
Fiorucci ha spaziato tra gli argomenti più disparati, sempre all’insegna della passione e dell’amore verso la vita e il suo lavoro. Dalla spiritualità all’arte, dalla ceramica alla moda. Un momento particolarmente significativo si è avuto quando, parlando del suo nuovo progetto Love Therapy, ha raccontato di come esso affondi le radici nel mood che caratterizzava lo storico negozio di Corso Vittorio Emanuele, “un luogo in cui sapevi che non ti sarebbe potuto succedere niente di male”.
Per noi dell’organizzazione, dopo tanta fatica, l’incontro con Fiorucci è stato una vera iniezione di entusiasmo. E per voi? Lasciate un vostro commento, e se avete scattato delle foto mandatecele, le pubblicheremo sul blog.
Appuntamento a oggi pomeriggio in Triennale con Michele De Lucchi (domani sul blog).
A un giorno dall’inizio di Design On Stage, l’architetto Laura Villani, curatrice e progettista dello spazio espositivo, ci racconta le caratteristiche principali dell’evento e dell’allestimento.
L’evento Design on Stage 2007 al Museo della Triennale in occasione del Salone del Mobile di Milano presenta, in uno spazio da me progettato, con opere d’arte incastonate nella facciata del padiglione, la festosità di un luogo in costante dinamicità dove ogni giorno nuove star animano il palcoscenico che è anche salotto, set fotografico e sede di una mostra di design.
Le Pareti d’Autore sono state progettate da esponenti del gotha internazionale provenienti da ambiti artistici diversi quali architettura, design, arte, moda e musica. Gli straordinari artisti, autori delle pareti realizzate da Design Tale Studio per questa occasione, sono Sandra Bermudez (arte), Michele De Lucchi (design), Elio Fiorucci (moda), Peter Halley (arte), Romina Power (musica) e Karim Rashid (design), ognuno dei quali è, a turno, il protagonista di un incontro, relatori di una presentazione del proprio mondo creativo e soggetto privilegiato del set fotografico di Claudio Porcarelli, il celebre fotografo delle star presente con i suoi assistenti per realizzare una mostra work in progress che diventerà nel suo insieme il ritratto del mondo creativo 2007, presente al Salone, con una carrellata di personaggi ritratti che saranno raccolti in un libro.
Lo spazio espositivo assolve quindi a molte funzioni contemporaneamente, luogo di presentazione in anteprima della collezione di pareti d’autore, set fotografico dove il pubblico è spettatore della ripresa, sede della mostra in cui vengono presentati gli autori della collezione e i loro elaborati progettuali che hanno preceduto la realizzazione delle opere. Luogo che accomuna tanti modi diversi di interagire con l’arte, come spettatore, come autore, come visitatore e interazione tra le tante diverse discipline artistiche coinvolte e le rispettive costellazioni di appartenza di ciascun autore.
Gli arredi propongono, a loro volta, un uso traslato ed innovativo del rivestimento ceramico che diventa superficie levigata di elementi di arredo che hanno i bagliori e la capacità seduttiva di un involucro d’oro. Un coinvolgimento progettuale che mi ha visto operare su vari fronti curando la collezione, ma anche la progettazione del padiglione e dei suoi arredi, la presentazione degli autori e il work in progress fotografico nonchè gli incontri giornalieri con i vari autori.
Dopo Elio Fiorucci, Michele De Lucchi e Karim Rashid, sabato 21 a Design On Stage sarà il turno del pittore minimalista americano Peter Halley, anch’egli autore di una lastra originale per DesignTaleStudio. Qui vedete un particolare del suo disegno originale, caratterizzato come sempre dal gioco geometrico di “celle” e “prigioni”, che in questo caso detta lo schema per i vari effetti materici della superficie della lastra.
Come nelle altre giornate di Design On Stage, è previsto un cocktail con inizio alle 18 in cui Peter incontrerà i visitatori registrati e discuterà con loro della propria arte e della propria creazione per DesignTaleStudio. Un aspetto molto interessante e “appetitoso” della giornata di sabato è rappresentato dalla presenza concomitante tra il pubblico di altre personalità di primo piano attirate dalla statura del personaggio: Alessandro Mendini, Elio Fiorucci, Karim Rashid e Sandra Bermudez.
Per ottenere gratuitamente un invito al cocktail con Peter Halley di sabato 21 aprile è sufficiente compilare il modulo di iscrizione.
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Ecco in anteprima un particolare del disegno originale della lastra DesignTaleStudio progettata da Karim Rashid, che presenteremo questa settimana durante Design On Stage in Triennale a Milano.
Come sapete Karim Rashid sarà con noi in Triennale venerdì 20 aprile. Dalle 18 Karim si intratterrà per un cocktail con tutto il pubblico registrato per presentare la sua nuova lastra disegnata appositamente per DesignTaleStudio e raccontare nel contesto informale e friendly di Design On Stage se stesso e il proprio lavoro di designer. Ovviamente documenteremo tutta la giornata con interviste, immagini e video all’interno del blog Designtalestudio.com, perciò restate sintonizzati!
Per chi non l’avesse già fatto, è ancora possibile iscriversi al cocktail con Karim Rashid di venerdì 20 aprile. Segnaliamo inoltre ai fan più sfegatati del designer egizio-americano che Karim ha già assicurato la propria presenza a Design On Stage anche sabato 21, tra il pubblico, attirato anch’egli da quel mostro sacro di Peter Halley.
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