Ambientazione ceramica studio visualpro
venerdì 27 novembre 2009Fabrizio Chyrek foto e profilo su Flickr.com.
Fabrizio Chyrek foto e profilo su Flickr.com.

La ceramista e scultrice Maria Teresa Rosa di Castellamonte (Torino) ci ha proposto un’interessante soluzione di interior design, in cui la ceramica è impiegata come scultura tridimensionale a muro per caratterizzare e impreziosire un camino. Non un disegno, ma la fotografia di una vera e propria realizzazione di un esemplare unico, che condivide gli stessi presupposti concettuali dei “quadri ceramici” DesignTaleStudio.
Navigando sul sito di Maria Teresa (http://www.rosaceramiche.com) e in giro per il web abbiamo comunque scoperto che, dopo aver appreso i primi rudimenti dal padre (originario di Castelli, centro in provincia di Teramo noto per la lavorazione della maiolica), è diventata Maestro d’Arte e una ventina d’anni fa ha avviato una propria attività artigianale che l’ha portata a vincere alcuni importanti premi. Un tipico esempio quindi di quella tradizione artigiana tipicamente italiana, a cui DTS da sempre si ispira.

Il numero di marzo di Casamica contiene un interessante speciale dal titolo “Pareti come quadri” dedicato alle ceramiche artistiche da muro, in cui viene dato molto risalto alle Pareti d’Autore DesignTaleStudio.
Parlavamo giusto di recente di come i designer d’interni siano ancorati a una visione stereotipata della ceramica, materiale per pavimenti e rivestimenti o per complementi d’arredo riconducibili ad archetipi standard, come vasi, tazzine, piccole sculture. In questo senso è molto gratificante vedere come invece il nostro concetto innovativo di “quadro ceramico” stia pian piano attirando l’attenzione di giornalisti e pubblico.
Ecco alcune foto dello stand di Costa Group al recente SIGEP di Rimini. Il noto studio di interior design usa le ceramiche DesignTaleStudio sia come rivestimento che come complemento d’arredo, per soluzioni innovative e di tendenza nell’ambito della ristorazione e dell’intrattenimento.
La settimana prima di Natale ho approfittato di un mercoledì pomeriggio libero a Milano per visitare il Museo del Design alla Triennale. Paolo, il nostro direttore marketing, era stato all’inaugurazione del 6 dicembre, ma chiaramente il momento peggiore per apprezzare una mostra è proprio il giorno di apertura… fortunatamente invece quando sono andato io non c’era tanta gente, e ho avuto tutto il tempo per camminare avanti e indietro, riflettere, prendere appunti, proprio come piace a me.
Entrato in Triennale mi sembrava di essere un po’ a casa: il Museo progettato da De Lucchi, la mostra di Fiorucci al piano di sotto… ma non è tutto. All’inizio eravamo praticamente in tre in tutto il museo: io e un famoso designer indiano, con interprete a fianco. Chi era il designer? Ironia della sorte, un’altra nostra vecchia conoscenza: Satyendra Pakhalé, che proprio in Triennale partecipò alla giornata di sabato di Design On Stage. Ottimo presagio.
Come sappiamo, il Museo non è organizzato come una tradizionale esposizione permanente, ma offre una serie di “temporanee lunghe” di circa un anno. La prima è dedicata alle “ossessioni” del design italiano: un percorso che si snoda lungo sette spazi tematici, in cui sono esposti oggetti che hanno fatto storia a partire dagli anni ‘30, ulteriormente esaltati da installazioni video di alcuni tra i principali registi italiani (Olmi, Martone, Luchetti, Corsicato…). Ad accoglierci all’ingresso, una roboante installazione di Peter Greenaway dal titolo Ouverture. Fiato alle trombe! 2000 anni di creatività italiana.
In attesa di approfondire alcuni aspetti nei prossimi post, mi limito a un’opinione generale sulla mostra. La mia esperienza è stata sicuramente emozionante: l’interpretazione storiografica del curatore Andrea Branzi, che a prima vista appare un po’ criptica, in realtà consente di astrarre le opere dal loro contesto d’uso originario trasformandoli in puri oggetti culturali, dotati di un valore simbolico intrinseco che li rende unici indipendentemente da chi-li-ha-progettati-quando. L’allestimento consente vari livelli di lettura, da quello più strettamente estetico a uno più tecnico da addetti ai lavori, ma secondo me pecca in un paio di aspetti: i video dei registi italiani non possono essere apprezzati a dovere, perché proiettati su vaste superfici ma in spazi ridotti, mentre le presentazioni che girano nei mini-display video informativi accanto alle opere sono graficamente scadenti e troppo lunghi e articolati per essere fruibili. Peccato anche che quel giorno la sezione dedicata alla luce fosse chiusa per lavori.
Ecco qualche altro parere riguardo il Triennale Design Museum:
(UPDATE: ne ha parlato anche Blogosfere Design & Style)
Ieri mattina ci siamo svegliati tutti con una brutta notizia: nelle ultime ore del 2007 è morto Ettore Sottsass, decano e guru del design italiano.
Proprio mentre il presidente Napolitano nel suo discorso di fine anno fa appello alla creatività italiana, con Sottsass viene a mancare una delle nostre più grandi menti creative contemporanee, un talento a 360 gradi capace di misurarsi costantemente con la modernità, di mettersi continuamente in discussione e di sapersi confrontare con i migliori talenti delle nuove generazioni. Come furono, in momenti diversi, Michele De Lucchi, Andrea Branzi, Matteo Thun e Aldo Cibic, per menzionare solo alcuni dei principali “figli” di Sottsass.
Ci piace ricordare che fu proprio la ceramica uno dei principali materiali di espressione di Sottsass: in questo senso vale la pena di ricordare la lunga collaborazione con Bitossi negli anni ‘50 e ‘60, orientata soprattutto alla realizzazione di vasi e complementi d’arredo, che lo lanciò nell’Olimpo del design italiano.
Ecco alcuni link da consultare:
In questo video Laura Villani, “regista” dell’iniziativa The Grand Design Tour, e Paolo Cesana, direttore marketing Refin, presentanto le lastre ceramiche disegnate da Karim Rashid per DesignTaleStudio. Opere che si inseriscono nella tradizione estetica del designer di origini egiziane, che possono essere utilizzate per rivestimenti e decorazioni sia di interni che di esterni. Il video è stato girato alla galleria L’Ariete Artecontemporanea di Bologna durante la serata inaugurale del Grand Design Tour.

All’interno della sezione Catalogo di Designtalestudio.com abbiamo inaugurato la nuova sezione Prototipi d’Autore, in cui abbiamo raccolto tutti i progetti di lastre ceramiche che abbiamo sviluppato in collaborazione con artisti e designer famosi. Prototipi, per l’appunto, in quanto non ancora in produzione, e mostrati solo in occasioni speciali, come Design On Stage alla Triennale di Milano in aprile 2007 o il prossimo Grand Design Tour in programma a Bologna dal 3 al 6 ottobre 2007.
Tra i Prototipi d’Autore trovate finalmente raccolta l’intera serie di disegni di Karim Rashid e Peter Halley; la “bocca” di Elio Fiorucci; il totem di Michele De Lucchi; la carta stropicciata di Sandra Bermudez; il pesce di Lucio Dalla; l’om di Romina Power.
La stanza da bagno come ambiente - fulcro della casa di oggi: spazio di decompressione e di rilassamento dove esprimere anche la propria creatività. Come personalizzare il bagno in maniera veramente unica? Uscire dalla logica del solito rivestimento ceramico? E… cosa c’entra il DesignTaleStudio in tutto questo?
In una Milano pervasa dal Design, DesignTaleStudio e Ceramiche Flaminia lanciano il loro stimolo, la loro proposta di ambiente bagno. Dalla collaborazione con Flaminia, nasce questo spazio, dove le Pareti d’Autore RMD creano un effetto cangiante e quasi “avvolgente” grazie ad un sapiente uso delle luci. Anche le pavimentazioni ed il rivestimento dei mobili sono realizzate in grès porcellanato in grande formato.
Potete vedere questa realizzazione a Milano, in via Solferino 18, presso lo Spazio Flaminia. Per maggiori dettagli e immagini consultate la scheda sulla Showroom Flaminia nella sezione Progetti.