Elio Fiorucci alla Galleria Stefano Forni parte 2: “la bocca” e il colore

giovedì 18 ottobre 2007

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In questo brano Fiorucci discute in dettaglio del prototipo di lastra ceramica da lui disegnata per DesignTaleStudio, e della bocca come archetipo visivo positivo, semanticamente ricco ma estremamente comprensibile, e difficilissimo da disegnare. L’uso intenso del colore e la sensazione globale dolcezza e sensualità fanno di questa lastra ceramica un’opera “100% Fiorucci”.

Elio Fiorucci alla Galleria Stefano Forni parte 1: ceramica, moda e design

martedì 16 ottobre 2007

Abbiamo diviso in tre episodi l’intervento tenuto da Elio Fiorucci alla Galleria Stefano Forni di Bologna durante la serata inaugurale del Grand Design Tour. Questo è il primo.

Fiorucci sottolinea il ruolo della ceramica nel design contemporaneo, e l’abbandono da parte degli architetti della logica strettamente “funzionale” della piastrella: oggi la ceramica è il materiale ideale per il decoro, grazie alla sua resistenza e allo stesso tempo alla sua plasmabilità e ricchezza estetica.

Realizzare rivestimenti in ceramica su Second Life con le Pareti d’Autore DesignTaleStudio

giovedì 6 settembre 2007

Pareti d'Autore

Il problema fondamentale che abbiamo incontrato nell’allestimento della mostra “Meta Design” è stato quello di ricreare in modo fedele l’effetto estetico che le ceramiche DesignTaleStudio offrono nel mondo reale. Le Pareti d’Autore erano allo stesso tempo la superficie di rivestimento principale dell’ambiente e l’opera d’arte in mostra, quindi dovevano “uscire” al meglio, senza compromessi.

La maggior parte dei pavimenti e rivestimenti d’interni che vediamo su Second Life rientra in due categorie: gli “insignificanti” (superfici piatte, caratterizzate da un minimalismo “di comodo” e prive di una ricerca estetica di base), e i “grotteschi” (texture che tentano a fatica di emulare con immagini fotografiche ripetute i materiali reali, come parquet, marmi e pietre). Forse, al momento, le realizzazioni più interessanti sono quelle che utilizzano materiali semitrasparenti opachi, come grandi vetrate poco riflettenti e pannelli di plastica.

La ceramica si è rivelata ancora molto difficile da utilizzare su Second Life, ma con un po’ di fatica crediamo di essere riusciti a ottenere un risultato decisamente superiore alle aspettative. Il concetto tradizionale di ceramica, cioè la piastrella smaltata di piccolo formato, secondo noi tende a far ricadere nel grottesco, soprattutto quando la superficie è riflettente e lo schema di posa dà molto l’effetto di “griglia”. Il risultato è un murales di tante immagini uguali ripetute, in cui le qualità luminose che ha la piastrella nel mondo reale vengono ridotte a forme geometriche biancastre che si ripetono meccanicamente in modo innaturale. Con i grandi formati questo problema viene un po’ ridotto, ma rimane presente: meglio usare quindi prodotti opachi, in cui è la grafica che domina sugli effetti materici tattili e visivi.

Diverse lastre disegnate dai personaggi famosi in esposizione, come quelle di Rashid, Fiorucci e Bermudez, avevano proprio queste caratteristiche, e infatti è stato abbastanza semplice esporle in modo efficace. Diverso è il discorso per il totem di De Lucchi e soprattutto per le Pareti d’Autore DesignTaleStudio, in cui gli effetti luminosi e materici della superficie tridimensionale dovevano essere presenti. La soluzione che abbiamo escogitato è stata quella di impiegare fotografie dei prodotti in cui i riflessi siano parzialmente attenuati. Nel caso dell’opera di De Lucchi la superficie delle lastre è un’unica immagine creata in precedenza in Photoshop ritarando la luminosità globale delle foto di partenza, che era addirittura una foto “naif” scattata da noi allo scorso Design On Stage. Le Pareti d’Autore, in particolare quelle “infotografabili” perché estremamente cangianti come le Gold e le Platinum, funzionano meglio come decoro che come fondo ripetuto. Dopo essere state leggermente corrette al computer, e caricate alla massima risoluzione consentita da Second Life, viste da lontano mostrano tutta l’eleganza del loro disegno, e da vicino il fascino della loro sensibilità al tatto e alla luce.

L’incontro con Elio Fiorucci a Design On Stage: racconto e videointervista

giovedì 19 aprile 2007

Ieri Design On Stage ha esordito con la giornata dedicata a Elio Fiorucci, guru della moda e della comunicazione a 360 gradi, e collaboratore di DesignTaleStudio fin dalla prima ora. L’incontro con Elio è ruotato attorno alla presentazione della “Bocca”, la lastra da lui disegnata per DesignTaleStudio, autentica sintesi di una poetica che fa da sempre della sensualità e dello spirito giovane e libero i suoi capisaldi.

Nonostante gli oltre quattrocento visitatori transitati in poco più di due ore, l’atmosfera era rilassata e piacevole, pienamente nello spirito di Design On Stage. Un grosso merito, come si può notare dal video, va attribuito proprio allo stesso Fiorucci, sempre cordiale e affascinante nelle “conversazioni al microfono” di cui è stato protagonista con i giornalisti e il pubblico presente.

Fiorucci ha spaziato tra gli argomenti più disparati, sempre all’insegna della passione e dell’amore verso la vita e il suo lavoro. Dalla spiritualità all’arte, dalla ceramica alla moda. Un momento particolarmente significativo si è avuto quando, parlando del suo nuovo progetto Love Therapy, ha raccontato di come esso affondi le radici nel mood che caratterizzava lo storico negozio di Corso Vittorio Emanuele, “un luogo in cui sapevi che non ti sarebbe potuto succedere niente di male”.

Per noi dell’organizzazione, dopo tanta fatica, l’incontro con Fiorucci è stato una vera iniezione di entusiasmo. E per voi? Lasciate un vostro commento, e se avete scattato delle foto mandatecele, le pubblicheremo sul blog.

Appuntamento a oggi pomeriggio in Triennale con Michele De Lucchi (domani sul blog).