DesignTaleStudio alla VI Biennale della Ceramica

giovedì 14 giugno 2007

Per chi sarà dalle parti di Modena nei prossimi giorni… vi segnaliamo con piacere che il Museo della Ceramica di Fiorano Modenese (presso il Castello di Spezzano, Modena) organizza la VI Biennale della ceramica che quest’anno rappresenterà in una mostra e nel relativo catalogo la creatività, la ricerca e la progettualità sul tema delle ceramiche d’architettura.

Il nostro DesignTaleStudio ha subito accettato l’invito dei curatori della mostra che ha come tema centrale: “Ceramiche universali, Progettualità contemporanea del Distretto sul tema delle ceramiche d’architettura d’Autore”.

L’edizione 2007 è incentrata sul territorio e sulle risorse di creatività e tecnologia con l’obiettivo di fare un approfondito censimento degli elementi di ricerca nel campo della progettazione delle piastrelle o - come si preferisce oggi - dei “ceramici d’architettura”. La mostra “Ceramiche Universali” offrirà uno scorcio di futuro generato dalla ricerca e dalla creatività di venti artisti e designer profondamente radicati nel territorio, ma proiettati nello spazio ormai globale di oggi. Un binomio molto interessante non trovate?

In quest’ottica trova perfetta coerenza la partecipazione di DesignTaleStudio con alcune delle sue Pareti d’Autore, lastre ceramiche decorate che superano il concetto di semplice decoro, per diventare elemento di arredo e di costruzione visiva dello spazio.

L’appuntamento per la Biennale è nella splendida sala esposizioni del piano nobile del Castello di Spezzano, inaugurazione sabato 23 giugno alle ore 17, apertura al pubblico fino al 19 agosto. Curatore dell’evento il prof. Rolando Giovannini, catalogo a cura di Giorgio Montanari. Vi aggiorneremo come sempre sull’evento con foto e commenti… a presto!

[tags]Ceramica, Modena, Spezzano, Biennale, Refin, Designtalestudio, Pareti d’Autore[/tags]

Su DesignTaleStudio inizia il periodo dell’oro

giovedì 24 maggio 2007

Oro

Come preannunciato nell’ultimo post, d’ora in poi il blog adotterà la consuetudine di lanciare periodicamente dei temi di discussione, su cui per un certo arco di tempo saranno incentrati i post: temi legati al design, all’architettura, alla creatività, al mercato… e ovviamente alla ceramica.

Il primo tema su cui vogliamo concentrarci è l’impiego di texture riferite a metalli preziosi nel design, in particolare l’oro. Una scelta che sembra da sempre dividere il mondo in due parti: chi vede nell’oro il materiale divino, assoluto e ineffabile, e chi invece lo considera semplicemente il simbolo dello sfarzo, dell’eccesso e della pura voglia di apparire.

L’oggetto d’oro è da sempre la “ciliegina sulla torta”, l’accessorio prezioso che comunica qualcosa di importante e unico. Saper lavorare l’oro è prerogativa solo di maestri artigiani dalla lunga tradizione; possedere ed esibire oro è segno di ricchezza e distinzione da chi, purtroppo, “non può”.

Ma in questa primavera 2007 sembra di assistere a una mutazione del carattere estetico dell’oro. La moda di massa è dominata dall’oro, basta guardare le vetrine per rendersene conto. Addirittura leggevo su un numero recente di Repubblica Affari & Finanza che ogni 37 minuti su eBay viene venduto un paio di sneakers di colore oro, o comunque con texture “preziosa”.

Per due stilisti notoriamente controversi come Dolce & Gabbana si tratta del “colore della positività, del sole, del lusso e di una nuova dolce vita”, dotato di un potenziale comunicativo tale da ispirare addirittura la creazione a Milano del primo concept restaurant D&G. Noi stessi, quando abbiamo deciso di progettare le Pareti d’Autore Gold e Platinum, volevamo creare un oggetto di lusso, estremo, volutamente “non per tutti”, che potesse rappresentare un archetipo di eleganza e prestigio assoluti; ma eravamo ben consci del forte rischio di scivolare nel kitsch.

Le nostre Pareti non sono semplicemente “dorate” con un procedimento di verniciatura: esse contengono oro puro a 24 carati, e per questo sono prodotte in tiratura limitata, a mano, come se fossero gioielli. Abbiamo riflettuto a lungo sull’ossimoro di fondo di realizzare un prodotto deliberatamente fuori mercato, ma allo stesso tempo alla moda. E abbiamo combattuto strenuamente contro il carattere imprevedibile di un materiale costosissimo e usato raramente in ceramica.

Molti designer oggi scelgono l’oro per comunicare il gusto dell’eccesso dei nuovi ricchi emersi dalle nuove potenze economiche alla ribalta; ma allo stesso tempo la stessa “vecchia” borghesia occidentale, che ne ha sempre fatto uso per distinguersi, continua a considerarla un elemento cardine della propria estetica.

Allora, non è forse l’oro LO status symbol per eccellenza, usato dalle classi emergenti di tutte le generazioni per veicolare la loro condizione sociale di vantaggio appena raggiunta? O invece nel tempo è diventato una finitura banale e cheap, adatta solo per chi si accontenta di esprimere la propria personalità con qualcosa di luccicante e costoso? È possibile progettare ambienti eleganti e raffinati utilizzando l’oro, o si è destinati a scadere comunque nel pacchiano?

Rifletteremo su questi temi nelle prossime settimane, ascoltando le testimonianze di personaggi che sul valore culturale dell’oro, a loro volta, hanno già dovuto riflettere a lungo.