Terminato il Fuorisalone, iniziamo la pubblicazione di alcuni video registrati durante l’evento “Dalla terra alla Terra” da noi organizzato alla Triennale.
Questa è la registrazione dell’intervento tenuto dall’architetto Michele De Lucchi, progettista dell’allestimento, durante la press preview di martedì 21 aprile. Poche parole, ma estemamente incisive e per certi versi sorprendenti: si conosceva di lui l’amore per il legno, esplicato ad esempio nelle sue famose “casette a forma di casa“, ma questa recente riscoperta da parte sua della ceramica e della pietra in generale ci lascia intravedere grandi possibilità creative.
Pubblichiamo in anteprima il testo di presentazione che Michele De Lucchi ha redatto per l’installazione “Dalla terra alla Terra” in programma alla Triennale di Milano durante il Fuorisalone 2009.
La ceramica è un materiale bellissimo, non solo perché, pratico, solido, duraturo, resistente, naturale, ecosostenibile, ma anche perché è terra. La terra è tutto quello che abbiamo ed è fisicamente e simbolicamente il materiale più espressivo e prezioso. Con la ceramica si ottengono superfici di tutti i colori e di tutte le finiture e infinite combinazioni sono possibili con decori, imitazioni naturali, geometrie più o meno rigide.
Troppo spesso però identifichiamo la piastrella di ceramica solamente come un rivestimento e toppo spesso umiliamo la meraviglia di questo materiale al solo scopo di mantenere inalterato nel tempo l’effetto ambientale di una parete o di un pavimento, ma la piastrella è terra e come tale è un materiale da costruzione formidabile, il più bello, il più ricco, il più docile che esista ed è in questo gioco evocativo che sono nate queste costruzioni alte e slanciate come i pensieri che devono volare lontano.
La rigida ceramica delle piastrelle è diventata un nuovo materiale ricco di suggestioni e stimoli che ci introducono in una nuova era di concepire il rivestimento ceramico non più solo come una semplice pelle, ma come una meravigliosa materia che nasce dalla terra per riportare noi tutti, uomini contemporanei, di nuovo alla Terra.
Karim Rashid ci ha inviato un breve video in cui presenta la nuova collezione R+Evolution da lui disegnata per DTS. Oltre che sulla nostra home page, potete vederlo anche sul canale YouTube designtalestudio.
Krizia è stata l’ospite dell’ultima giornata di Trascreativity alla Triennale di Milano. La stilista ha raccontato diversi aspetti del proprio stile soffermandosi su aneddoti della propria carriera e senza tirarsi indietro quando le è stato chiesto di esprimere la propria opinione su argomenti di attualità nel mondo del design.
In questo video Krizia commenta il proprio prototipo di ceramica disegnato per DesignTaleStudio: una composizione di sei lastre 60×120 cm che disegnano una pantera e un leopardo giganti.
Nell’ultimo segmento del suo intervento al Grand Design Tour, Elio Fiorucci si sofferma nuovamente sull’importanza della decorazione e dell’uso ricercato del colore, da sempre un caposaldo della sua estetica nel campo della moda. A chiudere un interessante aneddoto legato alla sua frequentazione con Andy Warhol negli anni ‘70, e a una discussione che ebbe con lui sull’estetica della modernità.
In questo brano Fiorucci discute in dettaglio del prototipo di lastra ceramica da lui disegnata per DesignTaleStudio, e della bocca come archetipo visivo positivo, semanticamente ricco ma estremamente comprensibile, e difficilissimo da disegnare. L’uso intenso del colore e la sensazione globale dolcezza e sensualità fanno di questa lastra ceramica un’opera “100% Fiorucci”.
Abbiamo diviso in tre episodi l’intervento tenuto da Elio Fiorucci alla Galleria Stefano Forni di Bologna durante la serata inaugurale del Grand Design Tour. Questo è il primo.
Fiorucci sottolinea il ruolo della ceramica nel design contemporaneo, e l’abbandono da parte degli architetti della logica strettamente “funzionale” della piastrella: oggi la ceramica è il materiale ideale per il decoro, grazie alla sua resistenza e allo stesso tempo alla sua plasmabilità e ricchezza estetica.
A un giorno dall’inizio di Design On Stage, l’architetto Laura Villani, curatrice e progettista dello spazio espositivo, ci racconta le caratteristiche principali dell’evento e dell’allestimento.
L’evento Design on Stage 2007 al Museo della Triennale in occasione del Salone del Mobile di Milano presenta, in uno spazio da me progettato, con opere d’arte incastonate nella facciata del padiglione, la festosità di un luogo in costante dinamicità dove ogni giorno nuove star animano il palcoscenico che è anche salotto, set fotografico e sede di una mostra di design.
Le Pareti d’Autore sono state progettate da esponenti del gotha internazionale provenienti da ambiti artistici diversi quali architettura, design, arte, moda e musica. Gli straordinari artisti, autori delle pareti realizzate da Design Tale Studio per questa occasione, sono Sandra Bermudez (arte), Michele De Lucchi (design), Elio Fiorucci (moda), Peter Halley (arte), Romina Power (musica) e Karim Rashid (design), ognuno dei quali è, a turno, il protagonista di un incontro, relatori di una presentazione del proprio mondo creativo e soggetto privilegiato del set fotografico di Claudio Porcarelli, il celebre fotografo delle star presente con i suoi assistenti per realizzare una mostra work in progress che diventerà nel suo insieme il ritratto del mondo creativo 2007, presente al Salone, con una carrellata di personaggi ritratti che saranno raccolti in un libro.
Lo spazio espositivo assolve quindi a molte funzioni contemporaneamente, luogo di presentazione in anteprima della collezione di pareti d’autore, set fotografico dove il pubblico è spettatore della ripresa, sede della mostra in cui vengono presentati gli autori della collezione e i loro elaborati progettuali che hanno preceduto la realizzazione delle opere. Luogo che accomuna tanti modi diversi di interagire con l’arte, come spettatore, come autore, come visitatore e interazione tra le tante diverse discipline artistiche coinvolte e le rispettive costellazioni di appartenza di ciascun autore.
Gli arredi propongono, a loro volta, un uso traslato ed innovativo del rivestimento ceramico che diventa superficie levigata di elementi di arredo che hanno i bagliori e la capacità seduttiva di un involucro d’oro. Un coinvolgimento progettuale che mi ha visto operare su vari fronti curando la collezione, ma anche la progettazione del padiglione e dei suoi arredi, la presentazione degli autori e il work in progress fotografico nonchè gli incontri giornalieri con i vari autori.
Ospitiamo con piacere un post dell’architetto Paolo Cermasi in cui racconta lo stand progettato per Refin/DesignTaleStudio in occasione della fiera Coverings, che inizierà a Chicago il prossimo 17 aprile.
Il deserto, un limite del vivere umano, una metafora dell’astrazione mentale, una terra di nessuno, un non-luogo per mistici, scrittori, artisti e visionari. L’installazione di “Refin Ceramiche SpA”, creata da Paolo Cermasi, è un piccolo omaggio all’eredità straordinaria dell’architettura residenziale moderna creata da un gruppo di architetti e designers negli anni ‘40 e ‘50 a Palm Springs, nel deserto della California.
Per 20 anni, quel luogo è stato il centro della sperimentazione per il funzionamento della casa in un nuovo modo all’interno dell’ambiente. Fra macigni di roccia vulcanica, in un mondo interamente minerale, solo acciaio, cemento, vetro e piastrelle potevano sopravvivere.
Il deserto richiedeva un nuovo modo di pensare per poterlo abitare. Le notti di inverno invitavano il fuoco dei camini, le tende proteggevano dal sole le grandi superfici esterne piastrellate, luogo di incontro e condivisione dove voler essere e voler restare. Sotto gli enormi tetti piatti, le divisioni delle pareti mano a mano si assottigliavano fino quasi a scomparire rendendo le case trasparenti e prive di gravità.
L’”architettura desertica” occidentale aprì la strada alla corrente dominante della ricerca architettonica contemporanea.